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Tendenze E-Commerce per l’anno 2017

L’affermazione delle piattaforme di e-commerce ha cambiato il rapporto tra i diversi canali distributivi, ma se in un primo momento l’online è stato considerato un canale alternativo alla distribuzione tradizionale, oggi questa concezione appare superata. L’online ha una portata geografica non limitabile e inevitabilmente finisce per interagire con qualunque altro canale distributivo: per questo, si configura più come un canale trasversale di supporto [fonte: www.ilgiornale.it].

Secondo il rapporto di Casaleggio Associati circa le tendenze che hanno segnato il 2015,  risulta che il valore del fatturato e-commerce in Italia sia stimato in 28,8 miliardi di euro, con una crescita del 19% sul 2014. L’e-commerce torna a crescere con una percentuale a due cifre, dopo due anni consecutivi di crescita inferiore al 10%.
Circa invece le tendenze che potremo vedere ancora nel 2017, possiamo individuare sicuramente il mobile first: tutte le strategie di web marketing, tra cui quelle circa il commercio elettronico, dovranno sempre di più essere improntate ad una fruizione da dispositivi mobili.
Seconda tendenza, i “grandi sono sempre più grandi“: ciò implica che gli operatori più grandi del settore implementano le loro strategie e riescono ad ottenere risultati sempre maggiori.
Terza tendenza, si conferma l’importanza della sharing economy come fulcro delle attività di vendita online e dei servizi paralleli di CRM – Customer Relationship Management. Su questa linea si sviluppa anche la quarta tendenza circa lo sviluppo di nuovi programmi fedeltà volti a garantire la retention dei clienti all’interno dello store online.

Il Washigton Post in attivo grazie alla cura jeff Bezos
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Il Washington Post in attivo: la cura Jeff Bezos (CEO di Amazon) funziona

Traffico in piena e crescita e risultati in linea con le aspettative ed i piani di Jeff Bezos (fondatore di Amazon), quelli del nuovo Washington Post (Jeff Bezos ha acquistato il Washington Post nel 2013 per 250 milioni di dollari).
La ricetta è basata su velocità del sito ed affiliazione con le migliori tecnologie presenti sul mercato: “questione di millisecondi” il caricamento di una pagina sia da desktop che da mobile ed integrazione con Moments (Twitter) e Facebook Instant sono i principali miglioramenti introdotti.

I giornalisti, però, devono fare i conti non solo con la loro professionalità, ma anche con il numero di clic e la provenienza degli stessi che è esposta in real time su un totem al centro della redazione e che li mette continuamente in competizione gli uni con gli altri. Capire che cosa ha funzionato e che cosa non ha funzionato è il dato essenziale di ogni strategia di crescita, soprattutto nel web. Parola del numero uno di Amazon.

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IPhone compie 10 anni. Jobs voleva reinventare il telefono, ma ha fatto molto di più

Si apre come ogni anno il CES di Las Vegas, che da 50 anni è il Carnevale della tecnologia, uno show sulle infinite possibilità di comperarci oggetti che ci cambiano la vita, in teoria. Leggo di automobili emotive, letti connessi, jeans con il navigatore incorporato, bidoni della spazzatura che creano il compost in 24 ore; e naturalmente droni, visori per la realtà virtuale, assistenti vocali sempre più intelligenti.

I 10 anni dell’iPhone

Tutto bellissimo, certo, e molto divertente. Ma l’oggetto che davvero ci ha cambiato la vita più di ogni altro ha debuttato esattamente 10 anni fa. E lì per lì non ce ne siamo neanche accorti. A San Francisco sul palco del centro congressi quel giorno, era il 9 gennaio, c’era un signore con il girocollo nero e i jeans lisi: Steve Jobs. Parlò per un’ora e 19 minuti (qui il video integrale) e dietro di lui ad un certo punto si poteva leggere la scritta a caratteri cubitali: “Abbiamo reinventato il telefono”.

Sembrava una sparata, e invece il capo della Apple per una volta stava solo minimizzando: l’iPhone non ha reinventato solo il telefono. Prima non esisteva il concetto di app, non aggiornavamo i social 24 ore al giorno, non avevamo il web in tasca, non giravamo con un oggetto che ci localizza continuamente offrendoci servizi sempre nuovi, usavamo le macchine fotografiche per fare le fotografie e non mostravamo il telefonino per pagare un acquisto o per imbarcarci su un volo. Prima dell’iPhone la Kodak era un colosso, dopo è fallita.

“Non c’è niente in giro come l’iPhone”

E un destino simile hanno avuto Nokia e BlackBerry che dominavano il mercato dei vecchi telefonini. E ancora: senza l’intuizione dell’iPhone sarebbero state impossibili imprese come AirBnb e Uber, per citare le più clamorose che hanno sconvolto il business di hotel e trasporti. Non c’è in giro niente come l’iPhone dicono sconsolati gli esperti di tecnologia diretti in Nevada per il CES. E’ vero, purtroppo. Neanche la Apple è più riuscita a bissare il successo: il boom del’iPad è durato un paio di anni, mentre l’orologio non è mai davvero decollato.

Forse perché le vere innovazioni sono rare, il resto sono miglioramenti e sviluppi. Ecco perché è giusto celebrare i 10 anni dell’iPhone: perché oggi con uno smartphone tutti noi abbiamo in tasca un computer più potente di quello che era a disposizione del presidente degli Stati Uniti 20 anni fa. E’ una opportunità che non dobbiamo sprecare.